Venerdi 23 settembre 2022, alle ore 21, presso la Sala del Caminetto di Villa Cipressi a Varenna, l'astrofisico dottor Davide Trezzi ci introdurrà nel mondo dell'astronomia e ci parlerà in particolare della Luna e dei suoi monti, mostrando immagini astronomiche riprese da Varenna.
Presentazione Libro Catasti di Varenna
Sabato 18 giugno alle ore 17 presso la Sala Stemmata di Villa Cipressi di Varenna verrà presentato il libro “La Varenna del Settecento…con uno sguardo all’Ottocento. Contributo alla storia di un borgo lariano”, scritto dall’ erbese Alberta Chiesa, ricercatrice e studiosa di storie locali, che ha al suo attivo numerose pubblicazioni sul tema. La pubblicazione è edita dall’Associazione culturale “L. Scanagatta” con il contributo dell’Amministrazione Comunale.
Frutto di ricerche presso gli Archivi di Stato di Como e di Milano, il libro, che risponde alle caratteristiche di un documentato saggio storico, attraverso le mappe e i documenti dei Catasti Teresiano e Lombardo Veneto ricostruisce la storia settecentesca, e in parte ottocentesca, di Varenna, delle importanti famiglie che l’hanno abitata, delle prestigiose dimore ancora esistenti, tra cui Villa Cipressi e Villa Monastero, ma anche la vita quotidiana del popolo, dipingendo l’ affresco economico, sociale e culturale di un borgo operoso che ha mantenuto il suo aspetto originale e il suo intramontabile fascino paesaggistico.
Presentazione libro Saluti a Grande Velocità
Il 25 marzo 2022 ore 17:30
presentazione del libro "SALUTI A GRANDE VELOCITA' da LECCO".
Presso Il Palazzo delle Paure.
Presentazione libro "La sala stemmata di casa Serponti di Varenna"
Una pubblicazione edita dal Comune di Varenna e dall’Associazione Culturale Scanagatta di Varenna “svela” un luogo, poco conosciuto, che costituisce un piccolo gioiello di araldica nobiliare familiare varennese. Si tratta della Sala Stemmata dell’antica dimora della nobile famiglia dei Serponti di Varenna. Il luogo in questione, più noto come Sala del Camino, è ricompreso nel complesso di edifici storici che costituiscono la Villa Cipressi, di proprietà del Comune di Varenna, ora in uso come albergo di alta gamma. Questo genere di sale stemmate o “camerae pictae” è tipico e ricorrente nelle case nobiliari: la rappresentazione genealogica di una stirpe mediante la raffigurazione di una serie di stemmi è un modello iconografico che si afferma a partire dal Medioevo pressoché in tutto il mondo occidentale. Servono a celebrare l’”amore della casata” ed il prestigio raggiunto nell’ambito del patriziato locale. Notevoli esempi di questo genere sono documentati nei palazzi nobiliari della vicina Valtellina, a Teglio (Palazzo Besta), Mazzo (Palazzo Lavizzari), Tirano (Palazzo Salis) e altri. Vittorio Mezzera, l’autore di questa pubblicazione dal titolo “La Sala Stemmata di Casa Serponti nella Villa Cipressi di Varenna” (Editoria Grafica Colombo, Valmadrera, 12/2019, pp. 127), ripercorre innanzitutto la storia della splendida Villa Cipressi, mettendo in luce, in particolare, il ruolo, anch’esso poco noto, di alcuni sorprendenti personaggi che possedettero ed abitarono la villa nel corso dell’800 e del ‘900, quali l’imprenditore serico Enrico Andreossi (1828-1884), il nobile ed eccentrico ornitologo Rev. Hubert Delaval Astley (1860-1925), il ricchissimo e sfortunato Baronetto Sir Richard Vincent Sutton (1891-1918), e infine l’editore e tipografo Carlo Accame (1893-1975), ultimo proprietario privato della villa. Viene anche ricordato l’episodio, del 1838, che vide la presenza nella Villa Cipressi, per un pranzo, dell’Imperatore d’Austria e Ungheria Ferdinando I (1793-1875) e sua consorte l’Imperatrice Maria Anna di Savoia (1803-1884), in occasione del viaggio che li portò a Milano e a Venezia, provenienti dal Tirolo e percorrendo la strada militare aperta nel 1831 lungo la Valtellina e la sponda orientale del Lago di Como. Il capitolo centrale del testo decifra e illustra invece il fregio pittorico stemmato della quattrocentesca sala di Casa Serponti. I fregi stemmati raffigurano complessivamente 31 stemmi, compresi gli stemmi del Duca di Milano Gian Galeazzo Maria Sforza (1469-1494) e dei Feudatari di Varenna Conte Pietro II dal Verme (1425-1485) e sua moglie la Contessa Chiara Sforza (1467-1531). Numerosi sono gli stemmi di famiglie nobili di Varenna (Campioni, Della Mano o Magni, Scotti, Bordoni, De Cella, Serponti, Calvasina, Tenca, Balbiano o Balbiani, Mantica o Mantici, Venini e Mazza). Sono altresì presenti le raffigurazioni di stemmi di alcune famiglie non varennesi: Lavizzari, Erba, Moriggi, Cattaneo - Torriani di Valsassina, Curioni, Andriani. Per ogni stemma dipinto nella sala viene fornito il raffronto con le appropriate fonti araldiche, nonché utili notizie storiche sintetiche della famiglia corrispondente. In appendice viene infine proposto un approfondimento storico-araldico dello stemma della famiglia Serponti dei rami di Varenna e del ramo di Pescia.
VITTORIO MEZZERA
Dancalia
La Dancalia è anche il sogno di ogni geologo. La Rift Valley penetra, attraverso le coste dell’Eritrea e di Gibuti, in Africa, qui si incrocia con la fossa che risale da Aden e riparte verso il Kenya e il Mozambico; la regione è nota come il triangolo dell’Afar, lo snodo di una ferita immensa della crosta terrestre destinata a non rimarginarsi mai. Anzi, fra 30-50 milioni di anni, l’intero Corno d’Africa sarà andato in frantumi e la piattaforma somala non sarà più agganciata al continente, ma navigherà, al pari del Madagascar, in mezzo all’oceano indiano. Il deserto dancalo è una terra in perenne e rapida mutazione e se ne avvertono le trasformazioni e le tensioni nell’arco delle ore e dei giorni, dalla catena vulcanica dell’Erta Ale con il suo lago di lava, alle allucinanti visioni multicolori della Piana del sale. Qui siamo nelle più profonde depressioni terrestri (fino a –160 m) e ciò che vediamo è la terra superstite dello sprofondamento del mar Rosso. Circa 1 milione di anni fa il mare penetrò con forza nelle fratture dell’altopiano, ma, alle sue spalle, violente eruzioni sigillarono i varchi in cui il Mar Rosso si era incuneato. L’acqua evaporò e rimase solo una vastissima distesa di sale con spessori di oltre 3000 metri, il che equivale a dire 3 cm di sale all’anno per 100.000 anni. La Piana del Sale è il cuore dell’inferno dancalo, annunciato dalle maestose colonne di Dallol, al termine degli intransitabili cammini che scendono da Makallè e dalle highlands etiopiche. Qui esplodono continue manifestazioni eruttive e la concentrazione dei sali è talmente elevata che anche la poca umidità dell’aria cristallizza sottoforma di brine di sale…





