Sabato 5 ottobre alle ore 11.00 a Villa Cipressi con breve cerimonia pubblica verrà intitolato il giardino della Villa a Giosuè Scannagatta (1742-1823) botanico italiano nativo di Varenna.
L’intitolazione del giardino rende giustizia a un illustre figlio del borgo lariano, finora sconosciuto
nel suo paese natale, nonostante sia stato un’importante personalità nella storia della botanica italiana tra Sette e Ottocento. Formatosi a Padova alla scuola di Giovanni Marsili fu custode dell’Orto Botanico di Pavia e fu professore di botanica a Milano e, soprattutto, per un decennio a Bologna dove contribuì alla fondazione di un nuovo Orto Botanico. Accanto all’attività didattica e accademica il nome di Scannagatta è anche legato ad alcune importanti pubblicazioni di argomento botanico tra le quali due edizioni del Systema vegetabilium di Linneo.
Grazie alle sollecitazioni dell’Associazione Culturale Luigi Scanagatta, recepite dall’Amministrazione Comunale di Varenna proprietaria della Villa e condivise dalla proprietà dell’attività alberghiera Villa Cipressi, l’intitolazione a Giosuè Scannagatta del giardino della Villa – che già partecipa alla prestigiosa rete di “Grandi Giardini Italiani”- contribuisce a innalzare il valore botanico, paesaggistico e culturale di questa straordinaria porzione del territorio di Varenna. Durante la breve cerimonia verrà ricordato il profilo di Giosuè Scannagatta e sarà distribuito ai partecipanti una monografia sul botanico varennese, stampata a cura dell’Amministrazione Comunale, scritta per l’occasione da Mauro Mazzucotelli cultore di storia della medicina e di storia della botanica.
Attività associativa per i mesi di settembre, ottobre e novembre
Settembre
Sabato
21, alle ore 21 presso la sede in via dell’arco
– OMAN: sulle orme di Sindbad, il
marinaio, fra deserto e castelli fortificati
Immagini
e testimonianze di viaggio di Pupa ed Enrico Besta
Ottobre
Sabato
5, alle ore 11:00, cerimonia di intitolazione del giardino botanico di Villa
Cipressi, dedicato all’illustre botanico varennese Giosuè Scannagatta (sic.)
(1752-1823).
Lo storico Mauro Mazzucotelli ne illustrerà
la figura.
Sabato 26 – alle ore 21 presso la sede in via
dell’arco - Il Lago di Como nell'antichità: nuovi dati da ricerche archeologiche
sulle sponde del Lario
Relatrice: Dott.ssa Marina Uboldi - Conservatrice del
Civico Museo Archeologico di Como
Novembre
Sabato 16 - ore
21 presso la sede in via dell’arco – ETHIOPIA: viaggio nella terra infuocata della Dancalia, cuore pulsante
del nostro pianeta
Relatore: Geologo
Aldo Bariffi
30
- CENA SOCIALE REGIONALE: “Cucina tipica emiliana”
Volume storia ex Statale 36
Un volume di fresca pubblicazione completa lo straordinario poker di
libri dedicato nel corso degli anni dall’associazione culturale
Scanagatta di Varenna alla storia dei trasporti sul nostro territorio.
La trattazione si era aperta con “Breva e Tivano motori naturali” e
“Sulla scia del Vapur”, aventi per argomento le antiche imbarcazioni
lariane a vela e i piroscafi che più tardi hanno solcato le acque del
nostro lago; dalle onde si era trasferita sulla terra con “Carbone
bianco”, dedicato alle ferrovie locali; e in questi giorni si conclude
con “La strada stretta tra monti e lago”, a cura di Gianpaolo Brembilla
e Marco Denti (252 pagine, 355 illustrazioni, prezzo 30 €), resoconto
della laboriosa e ardita realizzazione della via da Lecco a Colico, nata
nei primi decenni dell’800 come strada militare austriaca (progettata
però da lombardi) e a lungo identificatasi con la ex Statale 36. Se
l’approfondimento tecnico e storico è inappuntabile e la veste
tipografica elegante, due standard ai quali l’editoria della Scanagatta
ci ha da sempre abituati, quest’opera sarà ancor più apprezzata dai
bibliofili per essere particolarmente impreziosita da una ricchissima
iconografia, che riproduce un gran numero di stampe e dipinti d’epoca.
Leggere leonardo
Non tutti sanno che in alcuni fogli del Codice Atlantico Leonardo da
Vinci nomina Como, Lecco, Mandello, Bellagio e altre località del Lario,
soffermandosi sulle Grigne, la Valsassina, la Valtellina, la Val
Chiavenna; per quanto ci è noto si tratta anzi del testo più lungo che
l’autore abbia mai dedicato a un determinato territorio. In vari anni di
ricerca e sperimentazione l’artista grafico Raouf Gharbia, tunisino di
nascita e lecchese d’adozione, ha elaborato un insieme di artifici
grazie ai quali ci regala l’affascinante sorpresa di poter leggere quei
vivacissimi appunti con i nostri occhi: un modo insospettato e
affascinante di celebrare la ricorrenza del quinto centenario dalla
morte di Leonardo. La proiezione delle immagini è accompagnata da
annotazioni di carattere naturalistico, geografico e storico curate da
Giancarlo Colombo.
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